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Attualità, Politica

Il Faro torna a Como, Rapinese: “Mandate la decisione del Tar in Regione”. I consiglieri: “Colpa dei suoi capricci”. Il sindaco di Brunate: “Ora dialogo ma bisogna precisare”

Di questa mattina la notizia: Il Tar ‘riconsegna’ le chiavi del Faro di Brunate al Comune di Como. Ma non è finita. Ovviamente bisogna attendere l’esito dell’udienza di merito fissata per il prossimo 13 ottobre. In mattinata poi il sindaco di Como ha dichiarato a Etv: “Dopo settimane di fango nei confronti della mia amministrazione, finalmente abbiamo la verità se non siamo potuti intervenire sul faro è solo colpa di Brunate. Voglio renderlo agibile per il 2027. Ora che la verità è ristabilita, comunque non finisce qui. A Brunate, giusto il tempo di preparare le scartoffie, verrà presentato il conto. Adesso spero che qualcuno mandi una copia del documento del Tar in Regione”. Chiaro riferimento ai consiglieri consiglieri regionali comaschi Anna Dotti (FdI), Sergio Gaddi (Fi) e Angelo Orsenigo (Pd) che avevano fatto convocare in Regione il sindaco di Como e quello di Brunate, Simone Rizzi, per affrontare la questione.

E proprio i consiglieri hanno risposto al sindaco con una Nota assai dura:

Come al solito il sindaco Rapinese non perde occasione per dimostrare la sua inadeguatezza istituzionale. Evidentemente non ha capito che i consiglieri regionali lavorano nell’interesse del territorio, e in questo caso per la riapertura di un monumento iconico, anche in vista del bicentenario voltiano. Si ricordi che questa situazione assurda è stata creata dai suoi capricci e dalle sue assenze, anche in commissione regionale, dove si sarebbe potuta evitare l’ennesima e inutile battaglia legale. Se avesse collaborato a suo tempo il faro sarebbe ancora fruibile. Ora faccia semplicemente il suo dovere e lo riapra al più presto.

Nel pomeriggio poi è intervenuto anche il sindaco di Brunate, Simone Rizzi, con una Nota che pubblichiamo integralmente:

Come emerge chiaramente dall’ordinanza del TAR, la decisione è stata assunta sulla base di una valutazione sommaria, tipica della fase cautelare, con la finalità di mantenere invariata la situazione in attesa del giudizio di merito, fissato per il 13 ottobre 2026, all’esito del quale soltanto il TAR emetterà la relativa sentenza.

L’ordinanza, pertanto, non definisce in alcun modo i rapporti tra le amministrazioni né risolve le questioni giuridiche e gestionali sottese alla vicenda, che restano integralmente aperte e dovranno essere approfondite nel giudizio di merito.
Il Comune di Brunate evidenzia inoltre come il TAR abbia ritenuto rilevante, in questa fase, l’esigenza di garantire la fruibilità del Faro in vista del bicentenario della morte di Alessandro Volta, un obiettivo che questa Amministrazione ha sempre condiviso e perseguito con spirito costruttivo.

Negli ultimi anni, il Comune di Brunate ha promosso ripetuti tentativi di confronto istituzionale, trasmesso proposte di convenzione per disciplinare la gestione del Faro e manifestato una costante disponibilità a collaborare per la riapertura e la valorizzazione del monumento.
In coerenza con questa impostazione, il Comune di Brunate ha deciso spontaneamente di consegnare le chiavi al Sindaco di Como, pur non essendovi obbligato dalla decisione cautelare del TAR, nel superiore interesse della riapertura del Faro.
Resta tuttavia centrale, come già rappresentato negli atti difensivi, la necessità di una regolazione condivisa della gestione del Faro, strettamente connessa al rapporto concessorio tra i due Enti. In assenza di tale disciplina permane una situazione di incertezza che
impedisce una gestione efficace e stabile del bene. Il Comune di Brunate ribadisce quindi che:

  • non ha mai ostacolato alcun intervento di ristrutturazione; al contrario, è stata la stessa Amministrazione a sollecitare più volte tali lavori. Anche il concetto di “restituzione” risulta fuorviante: il Faro è sempre rimasto nella disponibilità del proprietario e non è mai stato impedito l’accesso a nessuno. La narrazione che descrive Brunate come un freno appare strumentale a giustificare il mancato avvio, fino ad oggi, del recupero della struttura;
  • sul piano economico, resta disponibile a individuare un accordo equo e sostenibile. Non risulta accettabile la richiesta del Comune di Como di incassare integralmente i proventi della biglietteria mentre Brunate si fa carico di tutti i costi vivi (personale,
    pulizie, gestione del verde, rifiuti, servizi igienici e manutenzione);
  • la decisione cautelare non incide sulle criticità strutturali e amministrative esistenti: la riapertura e la valorizzazione del Faro non possono prescindere da un quadro chiaro di regole condivise. Soluzioni durature possono essere individuate solo attraverso un confronto leale e concreto tra le amministrazioni coinvolte.
  • Proprio in questa prospettiva, il Comune di Brunate, pur non ritenendo condivisibile, almeno in parte, dal decisione del TAR, non procederà all’impugnazione, rinnovando invece la propria piena disponibilità al dialogo istituzionale, auspicando che, anche alla luce dell’ordinanza del TAR, si possa finalmente avviare un percorso collaborativo volto a definire in modo condiviso le modalità di gestione del Faro, programmare gli interventi necessari e garantire alla collettività la piena fruizione di un bene di straordinario valore storico e culturale. L’obiettivo comune deve rimanere quello di restituire il Faro Voltiano alla comunità in condizioni di sicurezza, efficienza e adeguata valorizzazione, nel rispetto dei reciproci ruoli istituzionali.
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