Continua a far discutere l’intervento del sindaco di Como Alessandro Rapinese per il 25 aprile, dal palco di piazza Cavour. Al posto che dedicare pensieri e parole unicamente alla Festa della Liberazione, il primo cittadino ha usato una buona fetta del tempo per lanciarsi – con metafore e parallelismi assortiti – all’attacco di tutti i suoi avversari (veri o presunti): dai giornalisti agli avvocati, dai genitori fino all’amministrazione di Brunate per la vicenda del Faro voltiano.
Oggi il Pd è tornato sull’episodio con una nota siglata dalla segreteria cittadina. Di seguito, il testo.
Del 25 aprile appena trascorso, porteremo nel cuore l’esempio di Gianstefano Buzzi che ha proferito parole forti e pienamente condivisibili, senza remore e senza peli sulla lingua. Parole che legano la Resistenza di allora alla Resistenza di oggi. Parole urlate in piazza come è giusto che sia, soprattutto in un giorno come questo e in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Un uomo che, nonostante il malore, ha proseguito con caparbietà, ricordandoci ancora una volta cosa vuol dire Resistenza: semplicemente grazie!
Un grande applauso va inoltre al discorso di Valerio Perroni (nella foto di copertina con Rapinese, ndr) in rappresentanza della Provincia di Como. Un discorso di qualità istituzionale, fatto di attenzione ai valori fondanti della Repubblica e all’importanza dell’Europa come motore di pace.
Purtroppo, abbiamo assistito anche al puerile giochino del sindaco. Usare il palco della Liberazione per scivolare in polemiche fuori luogo non è solo una caduta di stile, è la prova definitiva della sua inadeguatezza istituzionale.
Un discorso piccolo, che ha lasciato indifferente e imbarazzata la piazza: i cittadini sono stanchi di questo gioco, e guardano oltre. Mentre il sindaco raschia il fondo del barile, la cittadinanza pensa al 2027 e chiede di alzare il livello del dibattito.
Andiamo avanti insieme.
Viva il 25 aprile, viva l’italia antifascista nata dalla Resistenza.