Non si placano i sentimenti di sconcerto e preoccupazione delle famiglie coinvolte nell’incredibile sgombero della scuola Corridoni a poche ore dall’inizio dell’anno, con contestuale trasferimento degli scolari nelle aule dell’edificio di via Fiume sistemato in fretta e furia nelle ultime ore. Di seguito pubblichiamo un’altra lettera – dopo quella amarissima di questa famiglia – con questa premessa: “Come cittadina e come madre desidero esprimere tutto lo sconcerto e la profonda preoccupazione per la situazione della nostra città sul tema scuole”. Poiché direttamente coinvolta dalle vicenda, abbiamo accolto la richiesta dell’autrice di mantenere riservati i dati personali.
Ci risiamo.
Dopo quanto già tristemente accaduto con il nido Magnolia, viene selezionata per la chiusura la scuola primaria Corridoni, ancora una volta una struttura gioiello, tra le migliori della città: un plesso perfettamente funzionante, situato nel cuore di un quartiere vivo, a piena capienza e fortemente scelto dai genitori proprio per l’eccellenza della sua offerta formativa.
Invece di tutelare questo patrimonio, si preferisce scelleratamente trasferire gli studenti, ma non in un posto qualsiasi, alla Venini.
Una scuola che leggo essere inadeguata sotto vari aspetti: parliamo di una sede logisticamente irraggiungibile per le famiglie residenti nel quartiere di Borgovico, strutturalmente messa peggio della Corridoni e che penalizzerà in toto la qualità dell’offerta didattica ed educativa (per la già nota impossibilità di raggiungere le strutture convenzionate sede di numerose attività sportive e didattiche).
Il tema a questo punto non sono solo le decisioni dell’amministrazione ma principalmente le soluzioni: alle famiglie viene chiesto di adattarsi a condizioni sistematicamente peggiorative. Perché?
Qual è il senso di mettere in atto un cambiamento se lo stesso danneggia il benessere dei cittadini da tutti i punti di vista: umano, educativo, logistico, ambientale, strutturale e persino finanziario?
Nessuno lo farebbe. Eppure.
Annichilita, rivolgo le mie domande al primo cittadino e all’assessore alle politiche educative.
