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Attualità

Accordo fiscale frontalieri, l’assessore regionale Sertori: “Dal Pd mistificazioni e clamore mediatico”

L’assessore regionale Massimo Sertori, direttamente chiamato in causa dai consiglieri regionali Pd Astuti e Orsenigo, replica alle durissime accuse piovute da più parti sulla lettera firmata dai Presidenti di Regione Lombardia, Attilio Fontana e del Canton Ticino, Christian Vitta, indirizzata ai rispettivi governi centrali circa l’accordo sui ristorni dei frontalieri.

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“Se il Partito democratico, rispetto al loro accordo del 2015, bloccato e mai firmato ed evidentemente penalizzante per gli attuali e futuri frontalieri, avesse radicalmente cambiato idea e quindi volesse portare avanti un accordo ancora più vantaggioso rispetto alla nostra proposta, avrà il nostro appoggio perché non abbiamo altre finalità che il bene dei lavoratori frontalieri”, ribatte Sertori.

“Al netto delle mistificazioni del Partito democratico – ha rimarcato l’assessore Sertori – è bene quindi spiegare i contenuti della nostra proposta che mira a mantenere invariata la situazione fiscale degli attuali frontalieri e contiene spunti, osservazioni e raccomandazioni frutto di un lungo percorso di confronto tra le parti e di consultazione degli stakeholders del territorio, formulati in un’ottica costruttiva e nell’intento di sbloccare una situazione in stallo da ormai 5 anni, che rischiava di compromettere il percorso di dialogo coltivato negli anni con i territori di confine”.

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“Regione Lombardia – ha aggiunto Sertori – ha infatti iniziato una interlocuzione col governo ticinese sui lavoratori frontalieri fin dall’insediamento della giunta Fontana. Tanto è vero che l’accordo parafato del 2015 (Governo Renzi) e’ stato fermato dal primo Governo Conte su volontà della Lega, Accordo che avrebbe comportato in taluni casi, agli attuali frontalieri, l’implemento fino all’80% dei tributi fiscali che i frontalieri avrebbero dovuto al governo svizzero ed italiano”.

Nel resoconto dell’assessore della giunta Fontana viene inoltre sottolineato che “gli incontri del gruppo di lavoro tecnico sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri svoltesi da febbraio del 2019 si sono svolti a cadenza pressoche’ quindicinale. Nell’ambito di questi incontri sono stati auditi, tra gli altri, il Sindaco di Lavena Stresa e Presidente ACIF, nonche’ i rappresentanti di CGIL,UIL,CISL,UNIA,OCST e AITI. Gli incontri hanno rappresentato momenti di ascolto delle esigenze e istanze degli stakeholder e hanno consentito di condividere con loro un percorso complesso, volto a contemperare le diverse esigenze”.

“Siamo giunti quindi – ha sottolineato Massimo Sertori – ad una proposta condivisa tra Lombardia e Canton Ticino atta a dare uno spunto per quello che è una possibile soluzione che prevede lo status fiscale vigente per gli attuali frontalieri ed una possibile modifica per i nuovi lavoratori con un sistema a doppia fiscalità che nella parte italiana possa prevedere possibili deduzioni. Ancora una volta al clamore mediatico e strumentale, preferiamo una attività costruttiva volta alla risoluzione dei problemi e ci mettiamo a disposizione del Governo per qualsiasi chiarimento”, ha concluso Sertori.

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Un commento

  1. Come mai ai vari tavoli tecnici non vengono invitate le varie Associazioni dei frontalieri? Le persone che siedono ai quei tavoli, hanno solo una vaga idea di cosa sia essere un frontaliere, ci si ricorda di loro SOLO quando arrivano i ristorni dalla Svizzera, evidentemente si vuole spremere ancora di più economicamente chi varca la dogana per andare a lavorare!

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