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“Tuffi vietati, maleducazione, inciviltà: i turisti (chiamiamoli così…) hanno preso possesso di Nesso. E l’anno prossimo?”

Con settembre alle porte è tempo di tirare le somme della stagione estiva che si sta concludendo. E mentre c’è chi lo fa pensando al numero dei turisti che hanno visitato la nostra città o a quanti si sono seduti ai tavolini di bar ristoranti, c’è chi fa il punto di mesi di disagi in balia di un “turismo” che sta davvero mettendo a dura prova i residenti, e di quanto non si è riusciti a fare, nonostante le promesse, per far rispettare i divieti se non addirittura, spesso, le normali regole del vivere civile.

E’ questo il caso dei residenti di Nesso, soprattutto di quelli della zona del ponte della Civera, trasformato ormai da diverse estati in trampolino, lido, sfondo per selfie e video da pubblicare sui social ma, soprattutto, zona in cui è praticamente tutto lecito, dai tuffi dai tetti delle abitazioni al bivacco sulle scalinate fino alla violazione di proprietà privata.

E proprio all’inizio della stagione estiva, avevamo raccontato di una riunione tra amministratori e rappresentanti delle forze dell’ordine a cui, a margine, un gruppo di residenti aveva presentato un documento che riassumeva i disagi vissuti da chi abita lì, proponendo altrettante soluzioni da valutare.

Da allora però, nonostante un’ordinanza di divieto per i tuffi dal ponte e una raffica di multe, poco o niente è cambiato tanto da indurre proprio un residente (che preferisce restare anonimo, ma di cui la nostra redazione ha verificato le generalità) a scriverci una lunga lettera nella quale ricostruisce, con un mosto di rabbia e rassegnazione, quanto è successo – ma soprattutto quanto non è successo – in questi mesi estivi. Di seguito la lettera inviata alla redazione:

Buongiorno a tutti, provo a fare un riassunto delle puntate precedenti su quello che è successo a Nesso ai ponti della Civera e Riva di Castello. La stagione estiva inizia nello stesso modo in cui era iniziata gli altri anni: tuffi dai ponti della Civera e Riva di Castello, overtourism incontrollato, maleducazione da parte di questi gruppi di “turisti” (se vogliamo chiamarli così), etc…

Il 30 giugno 2026 doveva segnare il giorno della svolta, le Autorità organizzano una riunione presso l’imbarcadero di Nesso, discutono il problema e poi ci assicurano che ci saranno dei seri provvedimenti nei confronti di chi non rispetta l’ordinanza del Comune che vieta i tuffi dai ponti.

Il gruppo del ponte della Civera propone alle Autorità una sua lista con dei suggerimenti per mettere fine alla situazione incontrollata che i residenti stanno subendo da  tanto e troppo tempo, la lista viene protocollata dal Comune. Nelle settimane successive le Autorità organizzano dei controlli “random” al Ponte della Civera e multano le persone che si tuffano o le imbarcazioni che navigano ad una distanza inferiore a quella consentita.

Un turista straniero, che era stato multato, sfida la sorte e si fa riprendere mentre si rituffava tenendo in mano la contravvenzione e pubblica il video sui social. Un’altra persona multata ha messo la sua contravvenzione nella cassetta delle lettere di un residente. I cartelli di divieto tuffi (forse solo uno), prima esposti solo in lingua italiana e poi anche in inglese (No diving) sono spariti in pochi giorni. Intanto i tuffi dai ponti proseguono come prima.

I “turisti” hanno preso possesso del posto, salgono anche sui tetti delle case vicine ai ponti da dove si tuffano per catturare il maggior numero di “like”.

A metà agosto, questi “turisti incivili”, hanno forzato la porta di un locale che si trova a inizio ponte della Civera, sono entrati e hanno approfittato anche della corrente elettrica del locale per ricaricare i telefoni cellulari. Non contenti hanno aperto un’altra porta e calando una scala di metallo sono scesi ai piedi dell’Orrido su una piccola spiaggia comportandosi come se fossero a Rimini.

Non parliamo dell’immondizia lasciata dappertutto, delle persone che girano mezze nude in paese, etc.

La situazione non è sotto controllo.

Il 19 agosto il TG3 intervista il sindaco di Nesso che descrive la situazione difficile e quando la giornalista gli ricorda che ormai la stagione fredda è alle porte lui risponde: “Quando fa brutto anche l’acqua del lago è fredda e ci si butta di meno”. Quindi la soluzione al problema viene demandata alla stagione autunnale che darà inizio al periodo freddo e di calma che durerà probabilmente sino alla prossima primavera.

Onestamente, cos’è cambiato rispetto agli anni precedenti e in particolare dopo il 30 giugno 2026? E il prossimo anno cosa dobbiamo aspettarci, un’altra estate di passione?

Speriamo che chi di dovere studi delle valide soluzioni per fermare questo tsunami dei turisti incivili e ridare una vita tranquilla a Nesso.

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