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Ambiente, Attualità

Terza linea forno, oggi nuova Commissione: ok dagli ingegneri. Poi in Consiglio voto su due mozioni

A poche ore dalla discussione in consiglio comunale di questa sera delle due mozioni con oggetto la terza linea del termovalorizzatore, oggi pomeriggio si è nuovamente riunita la commissione speciale voluta per esaminare e valutare il progetto di Acsm-Agam di una terza linea del termovalorizzatore che tanto sta facendo discutere (l’approfondimento).

Dopo la levata di scudi contro il piano da parte di associazioni ambientaliste e di diversi consiglieri, oggi in audizione sono arrivati i membri di Confindustria, dell’ordine degli ingegneri e dei sindacati. “Abbiamo seguito le fasi di presentazione del progetto di Acsm, ne abbiamo discusso in consiglio e fatto un tavolo che ha prodotto osservazioni, ad esempio, su come renderlo ancora più efficiente dal punto di vista energetico. In ogni caso abbiamo considerato valido il progetto guardando alle metodologie esistenti utili per perfezionarlo”. E a supportare ulteriormente il progetto è anche l’ingegner Luca Cozzi. “Le gambe per stare in piedi questo progetto le ha. Tutto fa pensare al fatto che possa essere efficiente dal punto di vista energetico. Ci sono anche altri modelli cui ispirarsi per perfezionarlo, trovando l’innovazione tecnologica più avanzata. Certo il problema è quello di superare la barriera psicologica delle persone che solitamente si fanno spaventare dal pensiero di avere un impianto così dietro casa”.

Affermazioni che ovviamente hanno fatto scattare reazioni dei presenti a partire da Fabio Aleotti del Movimento 5 Stelle. Ha poi preso la parola Alessandro Carugati Responsabile d’Area Ambiente e Territorio di Confindustria e poi i sindacati. Matteo Mandressi della Cgil è stato chiaro. “Abbiamo seguito il percorso fatto da Acsm-Agam ma siamo critici e ci auguriamo non venga fatta questa scelta. Ci siamo avvalsi di persone competenti per ribadire il nostro no alla terza linea. Tanti i dubbi, dalle emissioni, all’impatto sul territorio alle ricadute sulla viabiltà per i mezzi in movimento”. Critico e dubbioso anche Incorvaia della Uil e Elisa Di Marco della Cisl che hanno evidenziato come anche l’incremento dei posti di lavoro sarebbe molto contenuto.

2 Commenti

  1. Il parere dell’Ing.Cozzi è assai interessante. L’impianto non è il problema, “il problema è quello di superare la barriera psicologica delle persone che solitamente si fanno spaventare dal pensiero di avere un impianto così dietro casa”. In altri termini, la puzza che dalle interviste di Report è emerso sia intollerabile anche ai nasi meno raffinati, non è il problema. Il problema è psicologico. Se si riesce a far finta di essere in un campo di lavanda, chi si accorge di avere dietro casa un impianto così? Ma come abbiamo fatto a non pensarci?!?!

  2. L’articolo dice che “ha poi preso la parola Alessandro Carugati Responsabile d’Area Ambiente e Territorio di Confindustria”; ma non riporta a seguire l’opinione espressa dal rappresentante di Confindustria.
    Si potrebbe meglio completare?

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