La normativa per aumentare lo stipendio a medici e infermieri che lavorano nelle zone al confine con la Svizzera (qui i dettagli delle scorse ore) entrerà in vigore nei prossimi mesi: “L’obiettivo è attuarla entro settembre. Si tratta di una misura importante, in applicazione di una legge dello Stato, che ha la finalità di trattenere sul nostro territorio gli operatori sanitari, scongiurandone il trasferimento in Svizzera”. Lo ha detto l’assessore di Regione Lombardia agli Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, nel corso dell’audizione in VIII Commissione del Consiglio regionale.

Sertori ha sottolineato come l’incentivo a medici e infermieri che operano nei presidi sanitari vicini al confine svizzero sia previsto dalla legge statale 213 del 2023, con la quale si stabilisce la possibilità di “incrementare del 20% il loro stipendio, ovvero circa 10.000 euro lordi annui per i medici e circa 5.400 euro lordi annui per gli infermieri”.
“La legge dello Stato – ha proseguito Sertori – prevede che le risorse si ottengano con un contributo dal 3% al 6% dello stipendio netto versato dai ‘vecchi’ frontalieri. La Lombardia ha optato per la soglia minima del 3%: in sostanza, a fronte di 4.000 euro netti di stipendio mensile il versamento sarà di 120 euro al mese; fondi che serviranno per garantire e rafforzare la sanità nelle aree di confine, dunque a beneficio degli stessi frontalieri e delle loro famiglie”.
Nel corso dell’audizione, Mario Melazzini, direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, ha stimato che gli operatori sanitari interessati dall’aumento di stipendio saranno circa 7.000, per un investimento di circa 45 milioni di euro.