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Nuovo dormitorio, Locatelli stronca Fratelli d’Italia: “Mai con soldi o immobili del Comune. Si vuole un nuovo 2016?”

Sembra lontana, ma la deputata leghista Alessandra Locatelli, già vicesindaco di Como e ministro della Famiglia prima della crisi romana d’agosto, non spegne mai i radar sulla città. E se poi improvvisamente torna d’estrema attualità il tema di un nuovo dormitorio comunale in città – e per di più dietro spinta particolare di Fratelli d’Italia – ecco che la parlamentare torna in pieno nel dibattito politico del capoluogo. A modo suo: con toni di ferro.

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“L’ho detto più volte: la Lega dirà no e voterà no a qualsiasi nuovo dormitorio comunale, o finanziato dal Comune o in un immobile comunale. Non è cambiato nulla in realtà, l’abbiamo sempre detto, io l’ho sempre detto ed è ancora questa la nostra posizione”.

Saette, dunque. Che però – e il tema non sfugge a Locatelli – si scontrano con l’improvviso attivismo di Fratelli d’Italia in città, visto che – con la conferenza stampa della scorsa settimana – i meloniani hanno chiesto alla Curia di aiutare il Comune nella ricerca di un immobile ma nello stesso tempo hanno dato un sostanziale input all’assessore di riferimento Franco Pettignano (Patrimonio) per cercare locali di proprietà comunale da adibire a dormitorio.

Infatti lo stesso Pettignano conferma: “Ho visto qualche ex scuola, ad esempio in via Lissi, ho ragionato su altri immobili dell’amministrazione – specifica – Ma si tratta sempre di strutture che necessitano di grandi lavori di ristrutturazione ed eventuali modifiche. Per un dormitorio servono saloni, bagni, servizi, una posizione anche servita e raggiungibile. Anche perché si sta ragionando di un centro anche diurno, non soltanto per la notte, altrimenti replicheremmo un modello che già esiste con tutte le sue note criticità. A oggi, comunque, nessuno dei locali passati in rassegna ha queste caratteristiche”.

Era emersa, però, anche l’ipotesi che Palazzo Cernezzi cercasse un immobile da affittare allo scopo: “Ma è un’ipotesi e comunque non potrebbe certo essere solo la nostra amministrazione a pagare l’affitto, servirebbe la compartecipazione di altri Comuni”.

Inquadrati gli eventi in corso, torna Locatelli. E ruggisce.

“Non capisco questo attivismo, mi pare molta fuffa senza conoscere i termini reali della questione – affonda la deputata – Ogni anno, mettendo assieme tutti gli interventi, le azioni, le strutture, i progetti che sostiene il Comune per le gravi marginalità, spendiamo già circa un milione di euro. I dormitori in città ci sono già, poi ci sono moltissimi altri servizi a cui l’amministrazione partecipa, giustamente”.

Alessandra dice no: “Nessun nuovo dormitorio. Spese, numeri, progetti: ecco perché”

“Aprire un nuovo dormitorio non farebbe che attirare altri clandestini in città, che poi peraltro non potrebbero entrare in una struttura comunale perché vengono accolti soltanto le persone in regola – prosegue Locatelli – Allora io dico: cominciano a garantire la grande rete di servizi, assistenza e aiuto al reinserimento che già c’è e che richiede molte risorse. Non mettiamo a rischio tutto ciò che di prezioso già esiste. Dico di più: aumentiamo anche il sostegno comunale a singoli progetti, se si riesce e se potesse servire a migliorare la vita delle persone in difficoltà. Ma no a un nuovo dormitorio: cosa vogliamo, che Como torni all’invasione del 2016 agevolata anche da questo governo dei porti aperti a tutti?”.

Un punto resta fermo: “Di un nuovo dormitorio in città con immobili o fondi comunali non se ne parla”.

Saranno d’accordo i Fratelli d’Italia?

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